Incontro con lo scrittore Daniele Mencarelli

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da Segreteria

del mercoledì, 20 maggio 2026

Quest’anno abbiamo svolto un lungo e vario percorso didattico sulla poesia ed il giorno 21 Maggio 2026 c’è stato un incontro con lo scrittore Daniele Mencarelli. Per la nostra piccola realtà avere la possibilità di ospitare uno scrittore conosciuto a livello nazionale è stata un’e- sperienza straordinaria!

Questo incontro è avvenuto grazie alla collaborazione con il Patto per La lettura del Comune di Albano Laziale, alla Libreria il Soffiasogni e alla passione delle nostre libraie Sara Quattrini, Roberta Pettinella ed Emanuela Felici che sono riuscite a coinvolgere Daniele Mencarelli, che ci ha detto di essere venuto con grande piacere in una scuola di un territorio che conosce bene, perché proprio in questi luoghi dei Castelli è cresciuto e vive ancora oggi.

Dopo un breve saluto del nostro Dirigente Antonio Draisci ed una presentazione dello scrittore da parte di Sara, abbiamo iniziato un lungo dialogo con lui. Mencarelli è forse più conosciuto come scrittore di romanzi (“Tutto chiede salvezza”, “La casa degli sguardi”), ma scrive poesie da oltre 25 anni e ne ha pubblicato molti libri come: “Tempo circolare” (2019), “La croce è una via” (2013), “Degli amanti, non degli eroi” (2024).

L’autore ha incontrato le classi 1A, 1C, 2A, 2B, 2C e 3B per due ore, in cui ci ha parlato della sua vita e di come è diventato scrittore. Ci ha parlato con parole semplici di temi difficili. Ha affermato di aver vissuto una vita serena, senza traumi, ma ha sostenuto che una persona non deve avere traumi per vedere il mondo da un punto di vista più complesso e per vedere ciò che altre persone non vedono. Semplicemente, si può essere nati con questo “potere”, questa ipersensibilità. Per dare un messaggio a quanti si sentono sbagliati, ha detto questa frase che ha raggiunto i cuori di tanti di noi: “Un albero che fa crescere dei frutti buoni, prima o poi ne farà crescere di cattivi, però voi non siete quel frutto rovinato, voi siete tutto l’albero”.

Questa frase è una metafora per dirci che tutti abbiamo dei momenti in cui cadiamo, però non dobbiamo mettere il focus su quel periodo buio, dobbiamo guardare da un punto di vista più ampio e dare importanza a tutti gli obiettivi che abbiamo raggiunto fino a quel momento.

Un’altra cosa che ci ha colpito molto è stato il racconto dei suoi viaggi, alla fine si è accorto che ogni volta che è salito su un treno, dopo che ha girato molti luoghi, quello che cercava, la stessa umanità, poteva trovarla nel suo paese.

La sua inquietudine lo portava a cercare una parola che fosse la risposta alle sue domande. Lui ci ha spoilerato la parola: maestro. Nella vita ci serve un maestro che ci possa guidare, non per forza un genitore o un professore, ma qualcuno che possa guidarci, darci insegnamenti.

Dopo l’incontro, io, Melissa, ho parlato in privato con l’autore e lui mi ha detto: “Melissa, nel- la vita trovati un amico con cui non condividi solo cose divertenti, ma anche quella parte dite che non hai mai raccontato a nessuno, perché quello è un amico che ti rimarrà accanto per tutta la vita”. Questa frase me la conserverò nel cuore in eterno.

Gli incontri sono stati un vero e proprio momento di dialogo e i ragazzi hanno fatto molte domande a Daniele come: “Perché scrivi poesie?”. Lui ha risposto che alla nostra età ha cominciato a leggere poesie per caso, perché a quei tempi i libri di poesie costavano meno degli altri, ma per questo veniva preso in giro.

Visto che molti di noi hanno letto il suo racconto “Adelmo”, gli abbiamo anche domandato “Come ti è venuta l’idea della storia?”. Daniele ha risposto che mentre faceva un viaggio in macchina, i suoi due figli stavano litigando e quindi per calmarli improvvisò una storia ed era proprio quella di Adelmo.

Gli abbiamo chiesto anche un suggerimento per l’anno prossimo su come continuare il nostro laboratorio di poesia, ha risposto che il modo migliore in assoluto sarebbe fare un’esperienza di teatro, perché così le persone più timide imparerebbero ad aprirsi più al pubblico.

Io, Riccardo, gli ho raccontato tutto il percorso degli incontri di poesia e a quel punto Daniele mi ha chiesto una parola per descrivere la poesia e ho risposto “bellezza”; lui mi ha detto che bellezza è una delle cinque parole che possono descrivere meglio la poesia.

Abbiamo apprezzato molto questo incontro perché è stato interessante e bello, Mencarelli ha risposto con gentilezza, senza essere mai scontato.

Riccardo Della Martira 2B

Melissa Miocchi 2C